Argomento del giorno

Parola chiave: FRAGILITÀ

Immagine origami: Chiocciola

Istruzioni video per costruire l'origami: https://www.youtube.com/watch?v=SKwQe0xX4Zk&list=PLuTAROuUqT4_16YP4FB-MzLVbPwTFvBLT&index=3

Istruzioni cartacee per costruire l'origami scaricabili qui sotto

 

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Storia

L’arte di essere fragili

Gli origami ascoltarono attentamente le parole di Elefante durante il summit e compresero che la fragilità di Chiocciola avrebbe avuto un ruolo cruciale nella loro missione. Del resto ciascuno di loro, una volta animato, aveva dato un contributo unico e indispensabile alla missione. Sapendo che Farfalla, il settimo membro, a quel punto, era l’elemento “chiave” per la riuscita dell’impresa, Volpe maturó l’idea che Farfalla potesse essere racchiusa proprio… in un posto della segreta “tenuto sotto chiave”. 

Decisero di ritornare nella segreta e di esplorarne gli angoli più remoti, lasciando sempre Elefante di guardia all’esterno. Con un barrito li avrebbe avvertiti, in caso qualcuno li avesse scoperti. 

T. e gli altri 6 origami invece scivolarono dentro da una finestrella che avevano scoperto collegare la segreta al chiostro esterno, in cui li attendeva Elefante, e di gran lena cominciarono a scrutare attentamente ogni volume e ripiano alla ricerca di indizi che potessero condurli a Farfalla. 

Mentre cercavano, lo sguardo di Gufo si posò su una vecchia scatola di legno, dimenticata su uno scaffale polveroso.

Curiosi, Volpe e Gru si avvicinarono, Gru la sollevò, la posó a terra, tutti la circondarono e insieme la aprirono lentamente. Ciò che videro li lasciò senza parole: all'interno c'era un meraviglioso giardino di carta, pieno di fiori colorati e farfalle delicate. Nel centro del giardino, tra i petali di un fiore di loto, si trovava Farfalla, immobile e apparentemente addormentata.

Gli origami si guardarono a vicenda, colmi di stupore e gioia. Avevano trovato Farfalla! 

Con estrema delicatezza, presero Chiocciola e la posarono accanto a Farfalla, sperando che la sua fragilità potesse risvegliare anche la farfalla, altrettanto delicata. Poi, osservando la scena con attenzione particolare, Gufo suggerì a T. di riprodurre sul suo taccuino il giardino come lo vedeva dentro la scatola, disegnando però Farfalla in procinto di spiccare il volo dal giardino. 

Che magia… man mano che T. riproduceva quanto vedeva del giardino dentro la scatola, ciò che veniva disegnato sul taccuino si animava nella scatola… T. intuì che doveva tratteggiare per ultima Farfalla e quando la terminò, lei, in un fascio di luce brillante, prese il volo dalla scatola, dispiegando le sue ali di carta colorata e volteggiando sopra i loro capi.

Sbattendo le sue lunghe ciglia guardó i compagni, voló sul taccuino di T. e facendo uscire le parole dall’inchiostro dalle sue antenne scrisse: “Finalmente amici! Sono millenni che vi attendo. Avanti, raggiungiamo Elefante!”.

Gli Origami sorrisero, riconoscendo l’indole della loro amica, T. rimase di sasso e disse: “Ma possibile che anche se eravate tutti inanimati nella carta, appena prendete vita è come se sapeste tutto di quanto accaduto qui fino ad ora?!?”. Pinguino gli rispose: “Ehi Bro, ma ancora non l’hai capito che siamo… magggicci?!?”.

Risvegliata anche Farfalla i leggendari 7 erano finalmente riuniti. Raggiunsero Elefante nel chiostro e sotto gli occhi increduli di T. diedero avvio al canto dei 7 origami, capace di far uscire dai loro corpi di carta fasci colorati di luce abbagliante diversi per ogni origami, quasi a formare un arcobaleno di colori: verde dalla gru, arancione dalla volpe, azzurro dal pinguino, grigio dall’elefante, marrone dal gufo, glicine dalla chiocciola e viola dalla farfalla. Avvolti da questo prisma di luci, gli origami si trasformarono in veri e propri animali. 

Il cerchio magico dei 7 leggendari era stato attivato e pronto per salvare il destino dell’umanità.

 

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Preghiera

Preghiera del mattino

Canto di inizio: Il Canto dell’amore

Dal Salmo 121: dal profondo a te grido, o Signore

Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera. 
Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere? 
Ma presso di te è il perdono, perciò avremo il tuo timore. 
Io spero nel Signore, l'anima mia spera nella sua parola. 
L'anima mia attende il Signore più che le sentinelle l'aurora. 

Israele attenda il Signore, perché presso il Signore è la misericordia, 
grande è presso di lui la redenzione;
egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.

 

Dal Vangelo di Luca (Lc 8,40-42.49-56)

Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, poiché tutti erano in attesa di lui. Ed ecco venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di recarsi a casa sua, perché aveva un'unica figlia, di circa dodici anni, che stava per morire. Durante il cammino, le folle gli si accalcavano attorno. Stava ancora parlando quando venne uno della casa del capo della sinagoga a dirgli: «Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro». Ma Gesù che aveva udito rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata». Giunto alla casa, non lasciò entrare nessuno con sé, all'infuori di Pietro, Giovanni e Giacomo e il padre e la madre della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: «Non piangete, perché non è morta, ma dorme». Essi lo deridevano, sapendo che era morta, ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: «Fanciulla, alzati!». Il suo spirito ritornò in lei ed ella si alzò all'istante. Egli ordinò di darle da mangiare. I genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

Commento al vangelo

Tutti noi dobbiamo fare i conti con le nostre fragilità. Ma nel nostro cammino la parola del Vangelo ci incoraggia: continua ad avere fede! Di fronte allo scoraggiamento, alla delusione, al pensiero che non cambieranno le cose, Gesù si affianca a noi, ci prende per mano e ci alza, ci eleva in alto dalla nostra condizione. Questa volta Giairo, a differenza del Centurione, chiede che Gesù venga nella sua casa, che visiti le proprie fragilità; perché a volte c’è bisogno di sentire vicino il Signore, anche attraverso la presenza fisica e concreta delle persone che ci circondano. 

 

Attività: Come un tesoro in vasi di creta: la fragilità della fede

Divisi a coppie uno dei due si impegna a mantenere gli occhi chiusi, mentre l’altro sarà la sua guida. Ogni coppia dovrà fare un percorso preparato, con ostacoli e imprevisti (sedie, oggetti a terra, ecc.) in una zona sicura ma poco nota ai ragazzi, nei dintorni del campo. Chi ha gli occhi chiusi dovrà necessariamente fidarsi di chi gli è accanto per terminare il percorso. Una volta arrivati si invertiranno i ruoli. Ognuno di noi è fragile e a volte facciamo fatica a vedere la realtà, ma con una persona accanto è possibile superare ogni ostacolo.


Preghiera della sera

Collegamento con la parola chiave del giorno

La storia di Chiocciola presenta la sua fragilità come un punto di forza, più che come una debolezza. 

Infatti condividere le fragilità rende fratelli, aumenta l’empatia e permette di non sentirsi i soli ad essere diversi o meno capaci. Inoltre, imparare a condividere con persone fidate le proprie fragilità, crea per l’altro lo spazio e l’opportunità di offrire il proprio aiuto, e anche questo fortifica la fraternità, oltre che farci sperimentare la forza donata delle persone che ci amano, proprio quando siamo più fragili.

 

Spazio origami

Sul retro della chiocciola i ragazzi potranno scrivere una parola che richiama loro il ricordo di un momento in questo campo nel quale si sono sentiti in difficoltà e accanto il nome di una persona che li ha sostenuti e aiutati.

 

Preghiera della tradizione

Atto di Speranza

 

Canto finale: Il Canto dell’amore

 

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Giochi

Titolo: L’involucro

Durata: 60’

Spazio: all’aperto e al chiuso 

Materiali: cartoni da imballo, cutter, forbici, rotoli di spago grosso per ogni squadra; 4 costumi in carta crespa dell’origami Chiocciola.

Svolgimento

Ciascuna squadra dovrà scegliere la propria Chiocciola, da mettere al sicuro, la quale indosserà il costume in carta crespa da chiocciola. Alle squadre viene poi consegnato dello spago grosso e parecchio cartone da imballo. Ciascuna squadra avrà 20 minuti per costruire un involucro attorno alla fragile Chiocciola, fatto di strisce di cartone da imballo, e da spago avvolto e annodato attorno alla griglia scheletro, creata con le strisce di cartone. Chiocciola, perché l’involucro sia sufficientemente protettivo, non potrà uscirne se non liberata dall’esterno. Al termine dei 20’ l’educatore supervisionerà la resistenza degli involucri e verificherà che siano equivalenti nella difficoltà di essere sciolti, colmando eventuali differenze. Chiocciole e involucri saranno pertanto ridistribuiti casualmente alle squadre, senza che ciascuno riprenda quello da loro costruito. Al via, le squadre avranno nuovamente 20’ per sciogliere l’involucro e liberare Chiocciola. Potranno provare a scioglierlo avendo a disposizione solo una mano, mentre l’altra deve essere nascosta dietro la schiena; inoltre non è consentito ricorrere a utensili, né potranno contare sulla collaborazione di Chiocciola, la quale attenderà di essere completamente liberata. Pertanto, occorrerà la collaborazione di tutti i componenti della squadra. Vince chi riesce a liberare per prima Chiocciola. 

 

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Attività

Titolo: La scatola rifugio

Durata: 60’

Materiali: scatola, plastilina, stuzzicadenti per ogni gruppo

A piccoli gruppi sono invitati a trovare almeno 10 elementi che ritengono fragili presenti in natura e negli ambienti del campo, senza sradicarli da dove si trovano, ma mappandoli su un foglio o fotografandoli (ad esempio: bicchieri, fiori delicati, uova, lumache, chiocciole, farfalle, cucciolo, unghia spezzata, capello caduto, ciondolo di vetro, occhiali, schermo…). Nel gruppo, poi, ciascuno racconta ai compagni se si sente di tanto in tanto fragile come qualcuno degli elementi trovati e perché. Si confrontano per capire cosa avrebbe potuto offrire rifugio e sicurezza al ragazzo durante l’episodio condiviso di fragilità (rifugiarsi sotto le coperte, un abbraccio, una chiamata, la propria stanza, la musica…). Ad ogni gruppo viene poi consegnata una scatola-rifugio, della plastilina e degli stuzzicadenti; dentro la scatola ogni componente del gruppo inserisce, presentandolo agli altri, un elemento sagomato con la plastilina e rifinito con gli stuzzicadenti, che per quel ragazzo rappresenta in sintesi il simbolo di aiuto e rifugio nei momenti di fragilità (una sciarpa, un telefono, una nota musicale, un tetto, uno smile sorridente…). Nei giorni a seguire, i componenti del gruppo sanno che, qualora servisse, potranno ricorrere alla scatola per provare a tranquillizzarsi. 

 

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Verifica Giornaliera

L’educatore fa ascoltare ai ragazzi e videoproietta il testo di alcune canzoni che parlano di fragilità, possibilmente di cantanti a loro noti.

Chiede prima individualmente, sui loro taccuini personali, poi in gruppo, di sottolineare le parole che per loro esprimono con più efficacia il concetto di fragilità.

Poi prosegue con la verifica giornaliera chiedendo loro di rispondere sul loro taccuino o mentalmente discutendone in gruppo, alle seguenti domande:

  • In queste giornate di campo ti sei sentito fragile?
  • Quando accade, cosa puoi fare per farlo capire ai tuoi amici o all’educatore?
  • Hai notato nei tuoi compagni fragilità? Cosa hai pensato di fare per loro?
  • Come ti fa sentire vedere che anche altri sono fragili?
  • Ci sono vantaggi nel sentirsi fragili? Quali?
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