Chi mi può aiutare?

Obiettivo del giorno

Riflettere sulla necessità di una figura guida che accompagni e sostenga la crescita e il cammino verso la maturità

Tobia non conosce la strada. Il padre gli suggerisce di trovare una GUIDA, qualcuno che conosca dove andare e che possa camminare con lui. Tobia ci insegna che la guida è fondamentale, ti supporta, ti insegna, ti indica la strada giusta. Una guida è sempre una figura portante in un cammino, specie in un cammino di crescita come quello dei nostri adolescenti.

 

Nel cammino della vita non è facile districarsi. Basta poco per smarrirsi. In questa tappa vogliamo concentrare la nostra attenzione sulla necessità di qualcuno che ci accompagni. Fatiche, fallimenti, distrazioni, false sicurezze… sono spesso motivo di scoraggiamento: ci vuole qualcuno che conosca bene il percorso e conosca bene anche noi, e che accetti di camminarci a fianco.

Sono precise le indicazioni di papa Francesco al riguardo:

169. In una civiltà paradossalmente ferita dall’anonimato e, al tempo stesso, ossessionata per i dettagli della vita degli altri, spudoratamente malata di curiosità morbosa, la Chiesa ha bisogno di uno sguardo di vicinanza per contemplare, commuoversi e fermarsi davanti all’altro tutte le volte che sia necessario. In questo mondo i ministri ordinati e gli altri operatori pastorali possono rendere presente la fragranza della presenza vicina di Gesù ed il suo sguardo personale. La Chiesa dovrà iniziare i suoi membri – sacerdoti, religiosi e laici – a questa “arte dell’accompagnamento”, perché tutti imparino sempre a togliersi i sandali davanti alla terra sacra dell’altro (cfr Es 3,5). Dobbiamo dare al nostro cammino il ritmo salutare della prossimità, con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione ma che nel medesimo tempo sani, liberi e incoraggi a maturare nella vita cristiana (Evangelii Gaudium).

E’ anche il suggerimento del padre di Tobia al figlio: ‘Cercati un uomo di fiducia che ti faccia da guida!’.

0

Dal libro di Tobia

Tb 5, 3-17

Cercati dunque, o figlio, un uomo di fiducia che ti faccia da guida. Lo pagheremo per tutto il tempo fino al tuo ritorno. Và dunque da Gabael a ritirare il denaro». Uscì Tobia in cerca di uno pratico della strada che lo accompagnasse nella Media. Uscì e si trovò davanti l'angelo Raffaele, non sospettando minimamente che fosse un angelo di Dio. Gli disse: «Di dove sei, o giovane?». Rispose: «Sono uno dei tuoi fratelli Israeliti, venuto a cercare lavoro». Riprese Tobia: «Conosci la strada per andare nella Media?». Gli disse: «Certo, parecchie volte sono stato là e conosco bene tutte le strade. Spesso mi recai nella Media e alloggiai presso Gabael, un nostro fratello che abita a Rage di Media. Ci sono due giorni di cammino da Ecbàtana a Rage. Rage è sulle montagne ed Ecbàtana è nella pianura». E Tobia a lui: «Aspetta, o giovane, che vada ad avvertire mio padre. Ho bisogno che tu venga con me e ti pagherò il tuo salario». Gli rispose: «Ecco, ti attendo; soltanto non tardare». Tobia andò ad informare suo padre Tobi dicendogli: «Ecco, ho trovato un uomo tra i nostri fratelli Israeliti». Gli rispose: «Chiamalo, perché io sappia di che famiglia e di che tribù è e se è persona fidata per venire con te, o figlio». Tobia uscì a chiamarlo: «Quel giovane, mio padre ti chiama». Entrò da lui. Tobi lo salutò per primo e l'altro gli disse: «Possa tu avere molta gioia!». Tobi rispose: «Che gioia posso ancora avere? Sono un uomo cieco; non vedo la luce del cielo; mi trovo nella oscurità come i morti che non contemplano più la luce. Anche se vivo, dimoro con i morti; sento la voce degli uomini, ma non li vedo». Gli rispose: «Fatti coraggio, Dio non tarderà a guarirti, coraggio!». E Tobi: «Mio figlio Tobia vuole andare nella Media. Non potresti accompagnarlo? Io ti pagherò, fratello!». Rispose: «Sì, posso accompagnarlo; conosco tutte le strade. Mi sono recato spesso nella Media. Ho attraversato tutte le sue pianure e i suoi monti e ne conosco tutte le strade». Tobi a lui: «Fratello, di che famiglia e di che tribù sei? Indicamelo, fratello». Ed egli: «Che ti serve la famiglia e la tribù? Cerchi una famiglia e una tribù o un mercenario che accompagni tuo figlio nel viaggio?». L'altro gli disse: «Voglio sapere con verità di chi tu sei figlio e il tuo vero nome». Rispose: «Sono Azaria, figlio di Anania il grande, uno dei tuoi fratelli». Gli disse allora: «Sii benvenuto e in buona salute, o fratello! Non avertene a male, fratello, se ho voluto sapere la verità sulla tua famiglia. Tu dunque sei mio parente, di bella e buona discendenza! Conoscevo Anania e Natan, i due figli di Semeia il grande. Venivano con me a Gerusalemme e là facevano adorazione insieme con me; non hanno abbandonato la retta via. I tuoi fratelli sono brava gente; tu sei di buona radice: sii benvenuto!». Continuò: «Ti dò una dramma al giorno, oltre quello che occorre a te e a mio figlio insieme. Fà dunque il viaggio con mio figlio e poi ti darò ancora di più». Gli disse: «Farò il viaggio con lui. Non temere; partiremo sani e sani ritorneremo, perché la strada è sicura». Tobi gli disse: «Sia con te la benedizione, o fratello!». Si rivolse poi al figlio e gli disse: «Figlio, prepara quanto occorre per il viaggio e parti con questo tuo fratello. Dio, che è nei cieli, vi conservi sani fin là e vi restituisca a me sani e salvi; il suo angelo vi accompagni con la sua protezione, o figliuolo!».

 
Commento

Sembra tutto fin troppo facile: Tobia esce, gli si fa incontro un tizio che è un angelo del Signore, Tobia gli fa la proposta di accompagnarlo nella regione lontana, questi accetta; vanno insieme dal padre Tobi perché lo conosca, si qualifica come un parente lontano e così partono. Il tutto ha la funzione di mostrare che è Dio che vuole questo viaggio di Tobia, per questo tutto si combina in modo felice. Ma non va sottovalutata l’insistenza del padre Tobi. Prima di tutto perché Tobia trovi una guida e poi il desiderio di conoscerla personalmente, per accertarsi che sia ‘persona fidata’, che fa parte del popolo di Dio e conosce le sue tradizioni. Perché proprio su questo il padre aveva insistito quando aveva fatto le raccomandazioni al figlio circa lo stile da tenere nel viaggio. Non tutti, infatti, sono adatti a questo ruolo di guida; non tutti sono esperti in questa ‘arte dell’accompagnamento’: è necessario far crescere nella libertà e verso la maturità. Per questo serve non agire al posto di, ma fare insieme. Riconoscendo che anche gli errori possono far crescere.

0

Le proposte di preghiera

Dalle preghiere del libro di Tobia:

"Dio, che è nei cieli, vi conservi sani fin là e vi restituisca a me sani e salvi; il suo angelo vi accompagni con la sua protezione, o figliuolo!."

DAL VANGELO:

La storia di Gesù che chiama uno dei suoi discepoli mostra come il ‘fidarsi’ della sua Parola sia fonte di risultati strepitosi, ma anche occasione per riconoscere i propri errori.

Lc, 5 1-11:

Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
 Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

 

Ora esprimiamo quanto ci ha colpito del racconto sotto forma di invocazione. Gli altri ascoltano e partecipano in silenzio. Al termine: Padre Nostro…

0

Attività e riflessione

FIDATI DI ME:

Creare un gioco sulla fiducia nell'altro (esempio percorso ad ostacoli a coppie con uno bendato)

SE IO FOSSI UNA GUIDA, SAREI …

OBIETTIVO:

riflettere sull'importanza di avere una guida che ci accompagni durante un percorso di crescita, comprendere quali caratteristiche riteniamo belle, importanti per questo ruolo, affinchè ci sarà poi possibile scegliere e selezionare una persona che conosciamo per farci guidare

MATERIALI:

fogli A3, materiale per disegnare e scrivere, foglietti con scritti sopra dei talenti/qualità (i foglietti devono essere tanti e ogni talento deve avere più copie).

SVOLGIMENTO:

chiedere ai ragazzi di immaginarsi nel ruolo dell’angelo che guida Tobia. Quali caratteristiche/talenti sono essenziali? E perché? I bigliettini serviranno per aiutarli. Si chiede ai ragazzi di scegliere tra i bigliettini quelli che secondo loro rappresentano le doti essenziali di una buona guida e di utilizzarli per creare un’immagine/collage sul proprio foglio.

 

PER LA RIFLESSIONE:

- Hai fatto qualche esperienza in cui, ripensandoci dopo, ritieni che la presenza di una guida ti avrebbe potuto aiutare a fare meglio? Pensaci.

- Come dovrebbe essere, secondo te, una guida che sappia ‘accompagnare’? Descrivila.

- Conosci qualcuno che potrebbe essere per te una buona guida nel cammino di questi anni? Sapresti dire il perché?

0