Il tema

“APRITI CIELO” È un’espressione che nel linguaggio comune annuncia una sfuriata: “un’esclamazione spesso utilizzata per esprimere una reazione violenta e improvvisa di fronte ad un evento inatteso”. Le origini di quest’espressione sembrano risalire alle antiche credenze secondo cui il Cielo si apriva quando gli Dei volevano colpire la Terra con tuoni e fulmini. (http://dizionari.corriere.it/dizionario-modi-di-dire/C/cielo.shtml)

Nel Vangelo, invece, gli episodi in cui si “apre” il cielo sono quelli in cui Dio fa sentire la sua voce per rivelare agli uomini chi è Gesù. “Questi è il Figlio mio, il prediletto: ascoltatelo!” (Mc 9,7) Questa è la ricetta per la felicità! Ciò che ogni uomo ricerca nel profondo del suo cuore! Siamo tutti cercatori di felicità. (Dalla Lettera ai cercatori di Dio, CEI 2009)

Spesso è proprio alzando gli occhi al cielo che lasciamo che il nostro cuore esprima i suoi desideri più intimi, al volere del cielo affidiamo i sogni e le speranze per il futuro.

Ecco allora che APRITI CIELO può diventare una richiesta, una preghiera, di un cuore in ricerca della strada per la felicità, della realizzazione di sé e della propria vita.

IL TEMA

La proposta di quest’anno, per accompagnare gli adolescenti durante l’esperienza di campo estivo, vuole invitarci ad alzare gli occhi per osservare il cielo sopra le nostre teste, nel leggere i suoi segni: “il cielo vi accompagnerà ad assaporare le stagioni, vi condurrà per mano di notte quando sarà stellato, vi offuscherà se ci sarà brutto tempo, vi donerà entusiasmo e vitalità con un sole splendente e vi affascinerà durante le notti di luna piena: dovete considerarlo come un vostro compagno di vita quotidiana, dovete imparare a captare i suoi segnali, a viverne l’emozioni.” (Elena Bernabè in Fermarsi a guardare il cielo almeno una volta al giorno, 2016)

Il cielo comincia in me! E’ proprio vero! Il cielo è già presente in ognuno di noi, ciascuno può essere il cielo “nuovo” e Santo narrato nell’Apocalisse. In continuità con i temi affrontati durante il Cre-Grest 2019, il materiale pensato per organizzare i campi estivi vuole concentrarsi sull’idea di Vocazione e di Promessa di felicità che il Signore ha per ognuno di noi.

OBIETTIVO GENERALE

Accompagnare i ragazzi alla ricerca del cielo dentro di sé. Riconoscere nell’essere Figlio e Battezzato la promessa di felicità che il Signore fa a ciascuno di noi: ognuno di noi per come è, in ciò che vive, ha la possibilità di una piena realizzazione di sé, di una vita felice e Santa.

 

Non avere paura della santità! Così ci esorta Papa Francesco nella sua Gaudete et Exsultate. Così già gridava con forza Papa Giovanni Paolo II ai giovani.

“Non avere paura della santità. Non ti toglierà forze, vita e gioia. Tutto il contrario, perché arriverai ad essere quello che il Padre ha pensato quando ti ha creato e sarai fedele al tuo stesso essere”. (n°32)

Il cielo cambia di continuo ma nello stesso tempo non muta mai: la sua centratura è una grande lezione di vita per tutti noi! Non sono certo i mutevoli aspetti che il cielo assume a condizionare la conquista della gioia piena, quella che Gesù stesso vuole donarci e che lui per primo ha in sé, proprio perché non si è limitato ad eseguire un progetto che il Padre ha pensato per lui, ma ha incarnato il vero Dio nel vero uomo.

Il percorso si articola in 7 cieli diversi: Stellato, Tempestoso, con la pioggia e la neve, Soleggiato, con la Luna, Nuvoloso, Ventoso. Con le specificità che li caratterizzano, verranno affrontati aspetti quotidiani della vita dei ragazzi per accompagnarli ad una rilettura del proprio modo di essere e di scegliere. Il tentativo è quello di cogliere nella propria esistenza, in continua ricerca di senso e di soddisfazione, la presenza di qualcosa – di Qualcuno -  nella riscoperta di ciò che già qui ed ora ci parla di felicità.

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